Prima Comunione, se avanti a tutto si mettono i regali

Famiglie e bambini vivono sempre più questo importante sacramento come occasione per ricevere regali, ostentare e  fare feste, mettendo in secondo piano il momento religioso e spirituale

 

In questo periodo primaverile, come ogni anno, iniziano i preparativi per i matrimoni, ma anche per la Prima Comunione che sta divenendo sempre più simile all’organizzazione delle nozze: dal vestito all’acconciatura, dal servizio fotografico al catering, fino ai regali che fanno sempre più parte di una lista-regali con l’inclusione oramai anche dei viaggi, proprio come quelli degli gli sposi (la destinazione più richiesta è Disneyland Paris).

La tendenza è quella di ‘sconsacrare’ il sacramento dal suo significato religioso, anteponendo la festa consumistica alla preparazione spirituale che si scontra con il significato della Prima Comunione, in cui il bambino si avvicina all’eucarestia per crescere spiritualmente, accogliendo il corpo di Cristo.

Sempre più spettacolizzata in tutte le sue forme, la Comunione (per i cristiani seconda per importanza dopo il battesimo), viene affidata dai genitori sempre più spesso ad un baby planner, che si occupa di tutta l’organizzazione a partire dagli inviti, per proseguire poi con bomboniere e animatori fino alla torta, spesso personalizzata al luogo dove si svolge il rinfresco o il pranzo.

I genitori vogliono rendere la Comunione dei figli sempre più unica e indimenticabile, una sorta di matrimonio in miniatura. Il fenomeno riguarda tutte le classi sociali, con famiglie che spesso ricorrono anche ad un prestito per poter affrontare l’impegno economico delle spese, perdendo purtroppo di vista il reale valore di questo sacramento che dovrebbe essere un momento familiare, soprattutto religioso, ma che è divenuto una ‘festa’ in cui l’obiettivo primo del bambino e della bambina è prendere il regalo dagli invitati, doni molto più costosi dei classici regali in voga fino a qualche tempo fa come l’orologio, la catenina d’oro con i ciondoli, la macchinetta fotografica, o quelli sportivi  come la divisa della squadra del cuore o una bicicletta nuova.

Sembra quasi che i genitori colgano l’occasione di questo evento per far accettare i figli nella società, farli stare al passo con gli altri bambini, come purtroppo hanno iniziato a fare con il cellulare che già a 7-8 anni viene messo a disposizione dei ragazzini per dar loro, così dicono, maggior sicurezza, anche se di fatto i bambini crescono molto più insicuri.

La Prima Comunione sembra quasi divenuta una festa d’ingresso nella mondanità e, invece di essere intesa come condivisione, diviene sfoggio e esibizione, con l’uomo al centro al posto di Dio e del momento spirituale.

L’Istat ha registrato che nel 2015 in Italia solo il 52% dei bambini fra i 6 e i 13 anni ha partecipato a riti religiosi, e sono  circa mezzo milione l’anno quelli che ricevono la Prima Comunione, con tanto di mercato del ‘consumo’ che ne segue, anche se la Chiesa invita alla semplicità, con le famiglie che però la pongono tra i momenti simbolo della vita anche per chi ha una pratica religiosa poco sviluppata.




Habemus dune, il progetto che rispetta la natura

L’architetto Cristiano Casafina si occupa di paesaggi e natura  del territorio di Pomezia dal 2003, dalla forte erosione che investì il litorale di Torvaianica (al 13° km del Lungomare delle Sirene)  fino ai progetti per affrontare il degrado delle dune costiere.

Romano, appena laureato ha iniziato a curare, insieme ad un gruppo di abitanti del quartiere Garbatella, il verde del cortile della sua abitazione con risultati positivi ancora evidenti nel giardino condominiale. Tra i vari incarichi, porta avanti collaborazioni con il Comune di Pomezia inerenti le dune di Torvaianica ed il suo paesaggio nel rispetto dell’ambiente tra cui il progetto ‘Habemus dune’ che ha l’obiettivo di conservare le specie dunali e progettare la riqualificazione delle coste nel rispetto dell’ambiente. E’ stato attivista volontario dell’associazione ambientalista Fare Verde onlus per più di dieci anni.Lo incontro a Torvaianica all’interno degli spazi della Lega navale presso il giardino didattico dunale, il ‘suo’ gioiello sul mare.

 Lavora da tempo al progetto ‘Habemus dune’, di cosa si tratta?

È un progetto che, dal 2013, analizza e mette insieme idee per progettare il litorale di Torvaianica secondo natura, lanciando una sfida per il futuro di tutti, ma soprattutto dei più giovani. Si intende recuperare spazi con vegetazione dunale, sia proteggendo quella esistente, sia preparando nuove plantule per cambiare direzione rispetto al degrado e all’erosione dell’arenile, che poi è anche un modo per migliorare la qualità della vita dei cittadini e riportare i turisti in villeggiatura; dal  2014 il progetto ha ottenuto il patrocinio dal Comune di Pomezia. Tra le varie iniziative c’è il giardino didattico per le scuole.

Come si sviluppa il percorso all’interno del giardino didattico?

Proponiamo la visita del giardino didattico attraverso il ‘Gioco della duna’ che si rifà, per modalità e articolazione, al più famoso ‘Gioco dell’oca’: qui le specie del giardino, sia animali che vegetali, vengono descritte attraverso i pannelli tattili, che indicano piante ed animali interessati alla natura dunale. I bambini, soprattutto della scuola primaria e secondaria di primo grado, vengono coinvolti all’interno del percorso interattivo dove si trova un microsistema che si autoregolamenta con piante strutturali, che sono le ammofile che preparo io da seme. I gruppi-classe vengono suddivisi in squadre (premiate a fine percorso) con l’obiettivo di cercare piante diverse, per imparare che le ‘erbacce’ che si trovano nei giardini non sono da buttare, ma da riconoscere e rispettare per la salvaguardia della biodiversità. In questo mese di aprile ospitiamo, ogni giovedì, studenti della scuola Trilussa di Pomezia, per un totale di sei classi.

Da cosa parte il percorso didattico ‘Il Gioco della duna’?

Parte dal valore del rispetto, per se stessi, per i compagni e quindi per l’ambiente in cui i ragazzi vivono. Il rispetto è la sola regola che vige nella visita del giardino didattico.

Da due anni lavoro nel giardino pulendo la terra fino ad una profondità di 40 cm, disponendo il recinto e il passaggio per la visita con l’aiuto di altre persona, tra cui Stefano Mini e Mauro Zecca soci della Lega navale italiana sezione di Pomezia, nella convinzione che il rispetto per la natura e l’uomo è l’elemento fondamentale di questo spazio.

 Nel giardino didattico svetta un fiore grande e alto, l’Albero dell’agave: che significato ha?

L’ho chiamato ‘L’albero della fratellanza’ che con i suoi fiori indica le tante diverse provenienze geografiche e culturali dei giovani visitatori che, nel giardino, vengono accolti come persone, con la libertà di tornare qui quando lo desiderano. Invito i docenti delle scuole e i dirigenti scolastici a considerare questo percorso didattico come un’attività da proporre ai bambini per far loro conoscere il territorio in cui vivono.

Tra i partner dell’iniziativa Lega navale italiana, le associazioni Creature del mare con la biologa Valentina Braccia e Care the Oceans con Nicola di Battista che ha curato le scritte braille dei pannelli e tra gli sponsor Pomezianews per dare un contributo a questa proposta ludico-didattica rivolta non solo ai più giovani, ma a tutta la cittadinanza di Pomezia. Il progetto ha curato l’accessibilità al giardino anche per ipovedenti e non vedenti.




Al via Romics 2018 alla Fiera di Roma

La kermesse internazionale dedicata al fumetto, all’animazione e ai videogames riapre i battenti presentando eventi, incontri  e laboratori con artisti italiani e internazionali

 

Torna dal 5 all’8 aprile, alla Fiera di Roma, ‘Romics 2018’ la rassegna internazionale sul mondo del fumetto, animazione e videgames con eventi, incontri, conferenze, spettacoli e le performace dei cosplay per un pubblico di tutte le età.

Tra gli eventi: la gara dei cosplay organizzata in collaborazione con il World Cosplay Summit di Nagoya con l’Eurocosplay di Londra; la Yamato Cup Cosplay International;  il Romics Kids & Junior per i bambini con laboratori e giochi creativi.

Tra i protagonisti delle quattro giornate fumettisti e scrittori da Massimiliano Bruno a Sio, da Simon Hanselmann a Diego K. Pierini e l’immancabile Cristina D’Avena con le sue canzoni.

I Romics d’Oro 2018 saranno consegnati a Martin Freeman, tornato di recente in casa Marvel e fresco del successo con Black Panther, a Massimo Rotundo artista a tutto tondo che spazia dal fumetto al cinema, dal teatro ai cartoni animati, dalla pittura alla didattica con un inizio carriera a  Satyricon di Repubblica fino alla Sergio Bonelli Editore con Brendon e Tex, e Tsukasa Hojo, il padre giapponese delle serie Occhi di Gatto, City Hunter e Angel Heart che il 7 aprile sarà ospite a Romics, per la prima volta in Italia.

L’orario è dalle 10.00 alle 20.00 per tutti e quattro i giorni; il prezzo del biglietto varia rispetto a giornate ed età dei visitatori con possibilità di acquisto anche online. Info: www.romics.it




Sbarca a Roma la Formula E

Il 14 aprile 2018 si disputa il Gran Premio mondiale di Formula E all’Eur, lungo un circuito che tocca i luoghi simbolo del quartiere. Dal 3 al 22 aprile deviazioni stradali e delle linee bus

 

Si svolge il 14 aprile a Roma, nel quartiere dell’Eur, la settima tappa del Gran Premio mondiale di Formula E lungo un tracciato di 2,84 km con 21 tornanti e dieci team in gara. La competizione internazionale, dedicata alle monoposto elettriche, è partita da Hong Kong lo scorso dicembre e si concluderà a luglio in Canada: la tappa romana passerà per alcuni luoghi simbolo dell’Eur: la Nuvola, il Palazzo dei Congressi, il Salone delle Fontane, l’Obelisco.

L’E-Prix è la Formula 1 dei veicoli da corsa con motore elettrico, ideata dalla Federazione internazionale dell’automobile (Fia) nel  2012 e inaugurata nel 2014. Le vetture possiedono tutte lo stesso motore, telaio, batteria e componenti elettronici forniti dai medesimi produttori e case automobilistiche per evitare favoreggiamenti.

La vettura per essere ammessa alla qualifica deve avere 200 kW (272 cavalli) di potenza, mentre in gara salirà da 170 kW (231 cavalli) a 180 kW (245 cavalli); la capacità delle batterie deve essere di 28 kWh. Tutte le monoposto sono progettate e realizzate da Spark Racing Technology, come Spark-Renault SRT-01E, e supportate da McLaren, Williams, Dallara, Renault e Michelin.

Le prove e le qualifiche si svolgono la mattina del 14 aprile, la gara effettiva si tiene nel primo pomeriggio con una sosta di circa due ore tra le qualifiche e la gara, per ridare carica alle batterie delle autovetture che gareggiano. Particolare per gli spettatori è il pit stop che le auto effettuano: non si fermano per cambiare le gomme come siamo abituati a vedere nelle gare di Formula 1, ma fanno un vero e proprio cambio di vettura, con il cambio gomma solo in caso di foratura. Con la F1, invece,  queste monoposto hanno in comune il fatto di poter aver due macchine in pista della stessa scuderia, e la gara può essere aperta fino ad un massimo di 20 partecipanti. La novità di questa competizione è la possibilità di agevolare, tramite votazione sui social fino ad un’ora prima della gara, tre piloti che grazie a questo voto potranno portare, durante la gara, la potenza del proprio motore dai 150 kilowatt consentiti sino ai 180, per un tempo limitato a cinque secondi. Questo significa che seppur solo per cinque secondi, quei tre piloti possono andare più veloci degli altri in gara. Sicuramente il rombo non sarà lo stesso delle classiche auto della Formula 1 che siamo abituati a sentire e vedere in televisione, ma quando ricapita di vivere un’emozione tale, vicino a Pomezia?

Dal 3 al 22 aprile saranno giorni difficili per il quartiere e zone limitrofe per deviazioni stradali e di linee bus, già segnalate sul sito dell’E-Prix e dell’Atac.




Orto, una passione da coltivare!

Chi lo dice che per avere un orto bisogna abitare in campagna o immersi nel verde? Numerose persone hanno deciso di averne uno a casa, facile e veloce da realizzare

 

A Pomezia, come avviene in molte altre città, tante persone possiedono un piccolo pezzo di terreno dove coltivano l’orto per avere verdure fresche e a kilometro zero. Ma anche chi vive in appartamento può averne uno, basta possedere un balcone e avere voglia di un angolino dove poter realizzare il proprio orto, con pratiche facili e molta soddisfazione, stando attenti all’ambiente.

Tante sono le proposte di ecosostenibilità, green e di riciclo dei materiali più comuni per fare un orto: colli di bottiglia di plastica che, con l’ausilio di una tavola di legno o di una vecchia anta di un armadio, possono essere usati per fare un orto ‘verticale’ per la coltivazione di fragole ed erbe aromatiche. Un’altra idea di riciclo e smaltimento di mobilio è la creazione di portavasi e sottovasi con una vecchia cassettiera, cassetti rovinati o con sedie e scolapasta ormai inutilizzati.

L’orto sul balcone ci permette di coltivare specie orticole in modo biologico. Le piante più pratiche e indicate per la coltivazione sulle terrazze sono quelle che non superano il mezzo metro di altezza: tra gli ortaggi vanno bene  zucchine, pomodori, ravanelli e insalata di ogni tipo.

Le piante aromatiche da coltivare sul terrazzo, o come diciamo qui da noi ‘gli odori’, sono molto versatili in quanto non hanno bisogno di cure assidue e particolari, così basilico, prezzemolo, origano, timo e salvia sono sempre a portata di mano insieme alle piantine di peperoncino, molto diffuse e coltivate non solo dai patiti del ‘fuoco’, ma anche da chi vuole dare un tocco di colore al proprio terrazzo. Per partire bene, oltre a pazienza, volontà e attrezzi adeguati come cesoie, terra e piccola zappa per piantare, conviene iniziare con le piantine già pronte da trapiantare e scegliere ortaggi a ciclo breve (dalla semina alla raccolta) che danno quasi subito i primi ‘frutti’, oppure partire con le erbe aromatiche che sono molto facili da curare!

I vasi di plastica sono da preferire a quelli di terracotta, perché sono più leggeri; le piante come zucchine e pomodori hanno bisogno di vasi profondi almeno 40 cm. altrimenti soffrono e crescono male.

Non ha una rilevanza scientifica ma, contadini e giardinieri tengono conto dell’influsso lunare quando devono eseguire i lavori nell’orto o in giardino: infatti si crede che la luna, che influenza le maree, fa altrettanto con la linfa delle piante e di conseguenza la semina e la germogliazione in quanto la penetrazione dei raggi lunari sarebbe superiore a quella del sole.

Ma siamo a marzo, il mese in cui la natura comincia a svegliarsi dal torpore invernale e il 21 marzo inizia ufficialmente  la primavera: non ci resta che augurare buon ‘orto’ a tutti!

 




Fabio Fucci saluta il M5S e presenta una lista civica

Devono essere brave persone, avere a cuore Pomezia e condividere un progetto che tenga conto delle competenze acquisite negli ultimi cinque anni di governance della città.
Queste sono le qualità che il Sindaco uscente di Pomezia Fabio Fucci richiede a chi si candida al suo fianco nel nuovo progetto politico ‘Essere Pomezia’, con il quale si presenta alle prossime elezioni comunali, lasciando ‘ufficialmente’ il Movimento 5 Stelle.
‘Ho scelto di presentare una lista civica perché i partiti di destra e di sinistra non sono stati in grado di risolvere le criticità della città e sviluppare le potenzialità che la città ha’ sostiene Fabio Fucci. ‘Sono convinto che sono le persone che fanno i progetti e che ne fanno scaturire meriti e risultati. La lista civica è l’essenza della condivisione di un progetto che si costruisce intorno alle persone’.

Ancora non sono pronti i nomi dei candidati che lo sosterranno nella nuova avventura: verranno resi pubblici sabato 17 marzo all’incontro organizzato a Pomezia, Hotel Selene ore 18,00. Non esclude, però, che ci possano essere più liste, in quanto l’iniziativa ‘Essere Pomezia’ ha riscontrato molto successo sul territorio.
Cosa dire a quel cittadino che ha votato il Sindaco come esponente del Movimento 5 Stelle e ora dovrebbe di dargli il voto come leader di una lista civica?
‘Direi: caro elettore, nel 2013 hai fatto una scommessa, hai voluto scegliere una novità. C’erano personaggi impresentabili e la desolazione. Ora il contesto è cambiato totalmente. Oggi hai un Sindaco che ha lavorato per 5 anni molto bene, anche a detta degli avversari. Perché devi ricominciare daccapo con altre persone, quando hai la garanzia di un Sindaco incorruttibile, che ha lavorato duramente ed è pronto a lavorare da subito?’ conclude Fucci. ‘Nel 2013 hai scommesso, oggi hai la certezza della mia trasparenza, onesta, incorruttibilità e dei risultati ottenuti. È una certezza, non più una scommessa’.




Kendama, arriva a Pomezia il gioco di Yattaman

Si tratta di un gioco diffuso in Giappone e in molti altri Paesi del mondo, che richiede abilità e attenzione. In Italia ha molti giocatori e appassionati che si sfidano a colpi di trik

 

Se dici kendama in Italia ti capiscono in pochi, ma certamente ti comprendono gli appassionati di Yattaman, il famoso cartone animato degli anni Ottanta in cui veniva utilizzato da Ganchan, uno dei due protagonisti.

Il kendama è un gioco tradizionale giapponese diffuso in tutto il mondo, formato da un pezzo di legno di forma conica (il ken) collegato ad una sfera di legno (la dama) tramite una cordicella, utilizzato con diverse tecniche.

Il ken ha tre coppe di dimensioni diverse dove prendere la palla e una punta dove infilare la dama. Lo scopo del gioco è quello di far in modo che la palla cada in una delle tazze o che la palla venga infilzata con la punta del bastone.

Può sembrare facile riuscire a far in modo che la pallina cada nel punto giusto: sono più di mille le manovre che si possono creare per riuscirci, i cosiddetti trick, dove viene lasciato spazio anche alla fantasia per creare nuovi movimenti. Con internet si è ampliata la scena freestyle e si è allargata la community  internazionale, che si scambia e si confronta su manovre di kendama nei siti specifici o su YouTube.
In Giappone è considerato un gioco apparentemente semplice che aumenta concentrazione ed abilità, utile per allenare alla pazienza e alla precisione adulti e bambini. Si fanno tornei nazionali in cui i kendama destinati alla competizione devono essere approvati dalla Japan Kendama Association (Jka), fondata nel 1975 da Issei Fujiwara che ne ha standardizzato dimensioni, forma e caratteristiche in base a nuove regole.

Anche in Italia ci sono giocatori riuniti  dall’Associazione italiana kendama (http://www.kendamaitalia.it/), fondata nel 2012 dalla passione per questo gioco del presidente Giacomo Moro. ‘L’Associazione vuole essere un punto di riferimento per chi inizia a giocare a kendama: spieghiamo le regole di gioco, i trick che si possono fare, organizziamo manifestazioni per giocare tutti insieme. Il nostro sito è anche un portale informativo, con mini tutorial per chi vuole maggiori informazioni ed imparare’ afferma Giacomo Moro ‘In Italia partecipiamo a eventi, mostre e fiere per promuovere il kendama, per farlo conoscere a chi vuole mettere alla prova la propria abilità e a chi vuole, in un’era altamente tecnologica, tuffarsi nel passato, respirando qualcosa di magico e antico.  Anche a Pomezia abbiamo degli amici che ci seguono e stiamo pensando di organizzare un incontro sul territorio per condividere con loro un evento dimostrativo, con la presentazione anche di nuovi trick’.L’Associazione italiana kendama parteciperà prossimamente a varie iniziative in Italia e all’estero. ‘Il 18 marzo andremo a Vicenza alla manifestazione ‘Haru No Kaze’, una classe di gioco con presentazione e pratica del kendama (www.ukigumo.it/haru-no-kaze-2018/), aderiamo anche alla competizione ‘Fortress Kendama, Italian Kendama Festa che si svolge il 28 e 29 aprile a Torino  (www.facebook.com/events/2011571625832976/)’ prosegue il presidente ‘Abbiamo anche un invito per la festa  ‘Pedaso Hanami 2018’ che si tiene a Pedaso (Fermo), una festa giapponese nella Contea dei Ciliegi dove ci sono tante attività ludiche, ricreative con stand di gioco (www.facebook.com/PedasoHanami/). Il kendama ha origini antiche, anche se è difficile ricollegare la sua nascita ad un momento preciso nella storia. ‘È praticamente la combinazione di molti giochi simili di culture diverse’ conclude Nicolò Rossetto dell’associazione. ‘In più parti geografiche ci sono stati, nel corso degli anni, giochi simili: ad esempio in Francia nel XVI secolo c’era il  il bilboquet, in Gran Bretagna il cup-and-ball, in Germania era chiamato Kugelfang e in moltissimi Paesi di lingua spagnola, per centinaia di anni, c’è stato un gioco simile chiamato balero’. A noi non ci resta che augurare a tutti un buon trick!




Sanremo Young, parte bene Leonardo De Andreis di Pomezia

Inizia bene l’esperienza sanremese di Leonardo De Andreis, il giovane cantante pometino giunto terzo dopo l’esibizione di venerdì scorso

È positivo l’esordio a Sanremo Young di Leonardo De Andreis, il ragazzo di Pomezia già intervistato da Pomezianews lo scorso 8 febbraio, che si è esibito venerdì 16 febbraio dal palco dell’Ariston della città ligure classificandosi al terzo posti, dopo il voto degli esperti della giuria, del televoto e degli altri giovani concorrenti.

Il nuovo talent per cantanti dai 14 ai 17 anni, condotto da Antonella Clerici con Paolo Bonolis nel ruolo di supergiudice dello show, vedrà in gara i giovani interpreti ogni venerdì, in prima serata su Rai 1, fino al 16 marzo.

A fine serata e in base alla graduatoria, Paolo Bonolis si è espresso positivamente per due concorrenti, Luna Farina e Ouiam, che hanno proseguito il cammino della gara, mentre per altri due, Alexéf e Sharon ha interrotto l’esperienza del talent.

La giuria presente a Sanremo è formata da esperti di musica e dello spettacolo: Mara Maionchi, Rocco Hunt, Iva Zanicchi, Marco Masini, Cristina D’Avena, Angelo Baiguini, Mietta, Elisabetta Canalis, Baby K e i Ricchi e Poveri; gli esperti sono chiamati a dare il loro giudizio sulle canzoni interpretate dai ragazzi, scelte tra le canzoni eseguite da artisti italiani e internazionali in gara od ospiti nelle 68 edizioni di Sanremo.

I dodici cantanti che si sono esibiti venerdì scorso hanno superato una selezione di 1137 partecipanti, provenienti per lo più da Campania, Sicilia e Lombardia e un’adesione dalla Germania, con una prevalenza femminile; tutti i giovani sono stati valutati da una commissione composta dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, dal Maestro Diego Basso e da Antonella Clerici.

Il prossimo appuntamento è per venerdì 23 febbraio, con tanti in bocca al lupo a Leonardo!

 




Riapre ‘Tana libera tutti’, spazio per i cittadini di Pomezia

Giovedì 15 febbraio ripartono le attività dello spazio culturale del Comune di Pomezia, confiscato alla mafia e affidato annualmente ad associazioni del territorio

 

Verrà inaugurata giovedì 15 febbraio, alle ore 16,30, ‘Tana libera tutti’ l’iniziativa culturale promossa dal Comune di Pomezia presso il villino di Via Cincinnato 4, int. 1, confiscato alla criminalità organizzata nel 1995 e divenuto luogo di partecipazione, condivisione e integrazione per tutta la cittadinanza.

Quest’anno il progetto comunale, giunto al secondo anno di attività e affidato mediante avviso pubblico annuale, è stato assegnato a tre associazioni:’La casa dell’albero’, ‘Le mamme di Pomezia’ e ‘Amici di Singen’.Tante le attività svolte all’interno della struttura, tra cui: banca del tempo, baratto del libro, corso di Qi gong, d’inglese e di cucito.

Per accedere al villino è necessario iscriversi al progetto Tana libera tutti’ attraverso l’apposito modulo, scaricabile dal sito del Comune di Pomezia http://www.comune.pomezia.rm.it/tana_libera_tutti, e inviarlo all’indirizzo email: tanaliberatutti@comune.pomezia.rm.it, oppure consegnandolo all’Ufficio sport e associazioni, Via Pier Crescenzi 1, I piano, tel. 06/91146490.

Gli iscritti, a cui verrà consegnato un tesserino da esibire per accedere alle iniziative del villino, devono rivolgersi direttamente alle associazioni affidatarie per attività e orari che si dovranno svolgere dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 21,00 e il sabato dalle 9,00 alle 13,00; l’accesso all’immobile è consentito solo agli iscritti, nel numero massimo di 20 persone contemporaneamente, inclusi insegnanti e organizzatori.

I cittadini sono invitati ad indicare proposte, corsi e laboratori a cui vorrebbero partecipare, rivolgendosi direttamente alle tre associazioni affidatarie  utilizzando i seguenti contatti: ‘Amici di Singen’,tel. 346/ 4116670, email amicidisingen@gmail.com; ‘La Casa dell’Albero’,tel. 338/5807273, email lacasadellalbero@gmail.com;’Le Mamme di Pomezia’, tel. 34072659840, email attivita.mdp@gmail.com.

 




Da Pomezia a Sanremo Young, sulle note della passione

Intervista a Leonardo De Andreis, finalista della prima edizione di Sanremo Young 2018,il talent Rai per giovani cantanti in onda a partire dal 16 febbraio

Parteciperà, direttamente da Pomezia, alla prima edizione di Sanremo Young 2018, il nuovo teen talent Rai per cantanti dai 14 ai 17 anni che dal 16 febbraio al 16 marzo vedrà in sfida 12 interpreti  sul palco sanremese dell’Ariston. Stiamo parlando di Leonardo De Andreis, 17 anni, studente approdato alla finale dopo aver  superato una selezione di oltre 1000 partecipanti. Leonardo già a tre anni ascoltava musica classica, e dopo essere stato ‘illuminato’ da un concerto di Michael Jackson,  decide di seguire la sua passione per la musica che oggi lo porta a vivere un sogno: partecipare alla prima manifestazione per giovani talenti della musica italiana. Sul palco dell’Ariston canterà una delle canzoni presentate nel corso dei 68 anni del Festival. In attesa di poterlo apprezzare in Tv, lo incontriamo per intervistarlo e conoscerlo meglio.

Quando è nata in te la passione per la musica?

È una passione che ho sempre avuto dentro, fin da quando ero bambino.

Quale canzone, tra quelle italiane e internazionali, ti sarebbe piaciuto interpretare e perché?

Mi sarebbe piaciuto interpretare ‘Master Blaster’ di Steve Wonder:  il testo lo sento molto mio, invoca lo spirito dell’Amore e della Libertà, due principi fondamentali nel  mio modo di intendere la vita.

Qual è il tuo cantante preferito?

È Michael Jackson che ammiro per la voce, il modo di ballare, la sua espressività. E’ stato l’artista che mi ha aiutato a scoprire la ‘musica nera’ e che ha ispirato il mio stile personale. il pezzo che preferisco è ‘Thriller’ per il sound, la vocalità espressiva e il testo che in qualche modo porta alla luce anche il lato un po’ più ‘oscuro’ di ognuno di noi.

Come hai reagito quando hai saputo di essere tra i finalisti di Sanremo Young?

Solo nei miei sogni avevo immaginato di poter partecipare ad una trasmissione così importante. Quando ho saputo che avrei  partecipato non riuscivo a parlare dall’emozione, ero incredulo. Mi ci è voluto un po’ per capire che era tutto vero, che avevano scelto proprio me, e che stavo per vivere un’avventura meravigliosa a soli 17 anni.

Pensa a questa esperienza sanremese come ad un viaggio: cosa vorresti riportarti a casa?

Oltre alla crescita artistica, frutto del lavoro con i maestri e i musicisti, mi porterò nuove amicizie, nate all’interno del gruppo dei partecipanti.  Porterò a casa un’esperienza indimenticabile, intensa, ricca di emozioni e di musica, che è ciò che adoro di più al mondo.

Cosa ti piace del gruppo dei giovani di Sanremo Young?

Con gli altri ragazzi si è subito creata una bella sintonia perché condividiamo la stessa passione,  la stessa energia e voglia di cantare. Stanno nascendo delle bellissime amicizie che spero continueranno anche dopo la trasmissione.

Quale canzone, tra tutte le edizioni del festival, dedicheresti a tua madre?

Le dedicherei ‘Portami a ballare’ di Luca Barbarossa vincitore del Festival  del ’92. In realtà gliela canto spesso perché è un brano che la emoziona molto perché parla proprio di una madre e un figlio e del loro legame profondo, lo stesso che io ho con lei.

Che rapporto hai con tua sorella?

Mia sorella Chiara ha 9 anni più di me, ed è un punto di riferimento molto importante nella mia vita. Sa sempre darmi degli ottimi consigli e ‘tirarmi su’ quando sono giù di morale. E’ un esempio per me, perché è una persona molto tenace che non si arrende mai.

Cosa apprezzi di più negli amici?

Non ho molti amici, ma di quelli che ho, apprezzo la simpatia, l’ironia, il saperci  divertire insieme e che sono sempre presenti nel momento del bisogno.

Il  tuo sogno nel cassetto è …

È quello che sto vivendo ora; ho sempre voluto cantare perché questo mi dà una forza straordinaria, che mi aiuta ogni giorno a superare le mie fragilità. Spero di comunicare questa forza anche agli altri, nella speranza che ognuno trovi nella propria vita una passione così potente da poter superare le proprie debolezze.

Tre aggettivi per definirti

Direi ribelle, testardo e romantico. Ribelle perché non sopporto le persone che opprimono i più deboli  e cerco sempre di lottare affinché questo non succeda; testardo perché sono molto determinato nelle mie idee e non mi lascio convincere facilmente a cambiarle; romantico perché credo nell’amore, in Dio, nel perdono, nel fatto che gli uomini debbano essere uniti, anche nelle piccole cose e non farsi la guerra. Credo nella solidarietà e detesto il rancore, l’odio e la vendetta. Sono 3 parole che non sono presenti nel mio vocabolario!




Testamento biologico, è legge dello Stato

La legge sul testamento biologico è stata approvata in Parlamento e dà la possibilità ad ogni cittadino, che ne manifesti la volontà, di dare istruzioni sul suo fine vita. Presso il Comune di Pomezia-Ufficio servizi demografici  dello Stato civile, è attivo il Registro comunale delle Dichiarazioni anticipate di volontà per autenticare  il proprio biotestamento

 

È in vigore, dal 31 gennaio 2018, la nuova legge sul testamento biologico. Approvata in Parlamento lo scorso 14 dicembre (legge n. 219), dopo un lungo iter parlamentare e non poche polemiche, è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 16 gennaio 2018 con il titolo ‘Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari’.

Tra le possibilità aperte c’è la dichiarazione anticipata di trattamento (Dat) con la quale si danno istruzioni sul fine vita, in vista di una futura eventuale incapacità di autodeterminarsi. Ogni cittadino maggiorenne, capace di intendere e di volere, può redigere un documento in cui indica i trattamenti sanitari che vuole ricevere e quelli ai quali vuole rinunciare nel caso in cui non riuscisse ad esprimersi e a prendere decisioni autonomamente: si  tratti di patologia o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o di malattia che costringe a trattamenti con macchine o sistemi artificiali.

Il testamento biologico si può autenticare con atto pubblico, rivolgendosi per esempio ad un notaio, oppure con scrittura privata consegnata personalmente all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza. A fine marzo 2018 le volontà dei cittadini verranno inserite all’interno del Fascicolo sanitario elettronico: il Lazio è tra le 13 regioni che hanno il Fse. La legge auspica, ma non obbliga, che chi sottoscrive il proprio biotestamento deleghi un fiduciario che si assume la responsabilità di prendere decisioni in nome e per conto del firmatario del testamento biologico, di concerto con il medico. Il medico deve rispettare la volontà del malato anche se gli è garantita l’obiezione di coscienza; se si  rifiuta di fare ciò che il paziente ha chiesto, la struttura ospedaliera deve comunque trovare qualcuno che garantisca la volontà di quest’ultimo.  La Dat può essere scritta a mano, al computer o video-registrata; si può revocare, aggiornare o modificare in qualsiasi momento ed in caso di urgenza “la revoca può avvenire anche oralmente davanti ad almeno due testimoni”. Questo documento è esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo ed una copia andrebbe anche consegnate al fiduciario che si è scelto; se redatto dal notaio rientra nella libertà tariffaria di ogni professionisti.

Non esiste ancora un Registro nazionale delle Dat; solo 187 Comuni su otto mila hanno creato dei registri comunali, tra questi c’è il Comune di Pomezia. Presso l’ufficio comunale di Stato civile (delibera del Consiglio comunale n. 6 del 7/4/2017) è  istituito un Registro comunale delle Dichiarazioni anticipate di volontà (Dat). L’iscrizione al Registro del testamento biologico è gratuita e riservata ai cittadini maggiorenni residenti a Pomezia: la domanda va inoltrata, secondo le modalità indicate dalle disposizioni comunali vigenti,  previo appuntamento  con l’Ufficio servizi demografici  dello Stato civile–Piazza San Benedetto da Norcia, tel:  06/91146419/454/455/427/417,  email:  stato.civile@comune.pomezia.rm.it.

È da ricordare che la legge di fine vita, che finalmente avvicina l’Italia a molti Paesi europei, non riguarda eutanasia e suicidio assistito, che invece sono vietati dalla legge italiana.

Per informazioni più dettagliate, consultare il sito dell’associazione Coscioni  http://www.lucacoscioni.it/ che da anni si batte per la libertà di ricerca scientifica e i diritti dei malati.




A Carnevale ogni svago vale

In programma dall’8 al 13 febbraio 2018, la manifestazione ‘Carnevale Pometino 2018’ prevede spettacoli ed eventi sul territorio. Dalle origini antiche, il carnevale offre sempre spazio per divertimento e dissolutezza per tutti

 

Superati i timori per l’annullamento dei festeggiamenti per mancanza di fondi, i cittadini di Pomezia possono tornare ai loro preparativi per il carnevale. La 42° edizione della manifestazione ‘Carnevale Pometino 2018’ è in programma per le vie della città nel periodo dall’8 al 13 febbraio 2018, con spettacoli, intrattenimento, bande e gruppi folkloristici secondo il seguente calendario:

8 febbraio – Apertura festeggiamenti carnevaleschi

10 febbraio – Spettacoli ed eventi di intrattenimento

11 febbraio – Sfilata di Carnevale

8 e 10 febbraio – Carnevale nei Quartieri

13 febbraio 2018 – Sfilata di Carnevale e chiusura festeggiamenti con Re Carnevale

Per l’occasione i bambini potranno travestirsi e trasformarsi nell’eroe del film o del cartone animato che preferiscono. Dai costumi intramontabili di anni fa come astronauti e fatine, oggi i più piccoli vogliono vestirsi da Batman, Spiderman, da varie ‘principesse’, tra cui Elsa di Frozen, e Masha l’amica di Orso.

Le origini del carnevale sono antiche; si celebrava già ai tempi dei greci in onore di Dioniso dio dell’ebrezza e degli eccessi e degli antichi romani che lo dedicavano al dio Saturno, rovesciando l’ordine sociale che lasciava spazio a svago e dissolutezza. Nel Medio Evo si ritrovano molti aspetti carnevaleschi simili a quelli dei giorni nostri con scherzi, divertimento, grandi abbuffate e l’uso di carri allegorici con cui i signori esibivano tutta la loro grandezza. In Italia, nel Settecento, maschere e costumi di carnevale usati dai teatranti e commedianti  portarono alla nascita della commedia dell’arte; le maschere  servivano a mistificare la propria identità, mettersi nei panni di qualcun altro magari solo per un banchetto o per un ballo. Con il passare dei secoli il carnevale ha raggiunto un aspetto più giocoso e pagano, con manifestazioni e parate di carri allegorici sparse nel mondo come quella famosissima di Rio de Janeiro in Brasile, o quelle di Venezia e Viareggio in Italia, tra le più rinomate.

Tra le maschere che caratterizzano le zone geografiche della nostra penisola la più rappresentativa è Pulcinella, napoletana,  che rappresenta l’uomo antieroe e irriverente; tra le altre Balanzone,  bolognese sapientone, Rugantino, romano strafottente, ma di indole buona, il fiorentino Stenterello, impulsivo e ingegnoso ed Arlecchino da Bergamo, stravagante, che non ama lavorare, ma far ridere con le sue battute.

La parola carnevale (dal latino carnem, levare) significa togliere la carne. Astinenza dal mangiare carne che deriva dalla religione cattolica, in quanto con i festeggiamenti del martedì grasso, che chiudono il carnevale, inizia  il digiuno per i cattolici.

Svagatevi e buon carnevale!