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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: anche Pomezia dice NO

By Massimiliano Villani on 18 Novembre 2019
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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: anche Pomezia dice NO

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Pomezia proporrà, in collaborazione con le scuole superiori e le associazioni del territorio, una giornata in ricordo delle donne vittime di femminicidio.

Si partirà alle ore 10, presso il parco delle Rimembranze (ex giardini Pucci di via Varrone), con l’inaugurazione della targa in ricordo delle vittime di femminicidio e di una panchina rossa, simbolo del contrasto alla violenza di genere.

Alle ore 10.30, in piazza Indipendenza, avrà luogo invece un flash-mob degli studenti e a seguire due momenti più didattici: alle 11 un incontro promosso dall’Associazione Chiara e Francesco presso l’Hotel Selene e alle 17 un convegno in Aula consiliare organizzato dall’Associazione Sportello Donne di Pomezia.

Facciamo un po’ di storia di questa Giornata.

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita per la prima volta il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stata concepita come se si trattasse di una violazione dei diritti umani, come conseguenza della discriminazione contro le donne, dal punto di vista legale e pratico, e delle persistenti disuguaglianze tra uomo e donna.

In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su e il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.

Ma perché celebrare questa giornata proprio il 25 novembre?

E’ una data scelta non a caso: il 25 novembre del 1960 furono infatti uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana.

I loro corpi, con evidenti segni di tortura, furono ritrovati in fondo a un precipizio: erano state catturate in un’imboscata dagli agenti dei servizi segreti del dittatore Rafael Leònidas Trujillo, che per più di trent’anni ha governato la Repubblica Dominicana.

Un passo in avanti nel riconoscimento della violenza sulle donne come fenomeno sociale da combattere fu fatto con la Dichiarazione di Vienna del 1993: la seconda conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti umani, definiva i diritti delle donne come un’inalienabile, integrale e indivisibile parte dei diritti umani universali.

In Italia nel 2013 fu emanata la cosiddetta legge sul femminicidio (d.l. 14 agosto 2013, n. 93): un provvedimento che per la prima volta introduceva, ad esempio, il braccialetto elettronico per chi fosse stato allontanato dalla casa familiare; la nuova aggravante della relazione affettiva applicabile al reato di maltrattamenti in famiglia e a tutti i reati di violenza commessi in danno di donne e minor; l’arresto obbligatorio in caso di flagranza per i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking e la misura pre-cautelare dell’allontanamento di urgenza dalla casa familiare.

A luglio 2019, con 197 sì, nessun no e 47 astenuti l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il Codice rosso, il disegno di legge in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

La novità principale della misura è l’introduzione di una corsia veloce e preferenziale per le denunce e le indagini, alla stregua di quanto avviene nelle strutture di pronto soccorso per i pazienti più gravi.

Per i reati sessuali, il ddl prevede che “la comunicazione della notizia di reato venga data immediatamente anche in forma orale” e che alla “comunicazione orale deve seguire senza ritardo quella scritta con le indicazioni e la documentazione previste”.

Infine altra particolarità del provvedimento è l’allungamento dei tempi: la vittima ha 12 mesi, non più solo 6 per sporgere denuncia.

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